mercoledì 4 marzo 2009

ADDIO, PARTIGIANI !

I valorosi soldati che difesero la loro casa, il loro re Ferdinando II di Borbone, e soprattutto le loro banche dal saccheggio dell'esercito di un bandito Garibaldi armato da una potenza europea (il piemonte di Cavour) sostenuta dall'Inghilterra, li chiamarono BRIGANTI: li fecero morire in prigione, o di fame al forte di Fenestrelle (8000 persone soltanto lì in quel forte). Briganti per AVER PERSO una guerra corrotta dall'inizio, pilotata dalle grandi potenze.

Quelle persone che soltanto 60 anni fà son entrate nelle case dei miei concittadini che sono ancora vivi, ad Alba, della quale memoria serbiamo un ricordo DIRETTO (perché ce lo hanno raccontato persone che sono ancora vive, oggi) che hanno rubato, picchiato e anche ucciso i loro connazionali fino a due anni dopo la guerra finita, che sono tutti ridiventati vergini dopo la fine della guerra, famosi e potenti uomini d'affari, li chiamano PARTIGIANI e COMANDANTI. Si sono trovati, loro malgrado, dalla parte vincente, determinata dalle grandi potenze.

Rivolgo loro un pensiero: qualcuno vi perdonerà, per quel che avete fatto, prima o poi, però dovreste smetterla con le bugie, sennò quel giorno non arriverà mai più!
La storia, implacabile, sta arrivando ai vostri calcagni, come un fantasma di un cane ancora inferocito, e sta iniziando a rosicchiare le vostre bugie, insieme a quelle dei Savoja disonesti, predatori del Sud, e degli alleati assassini e bugiardi, Garibaldi Giuseppe ex ladro di cavalli condannato in Piemonte a morte, insieme a Mazzini Giuseppe, e Nino Bixio, il più odiato militare della storia dela Sicilia, assassino impunito di povera gente.
SE FOSSI STATO UN PARTIGIANO in Piemonte, con tutte le mascalzonate che hanno combinato, me ne starei ben zitto e mi vergognerei di dirlo in giro.
Altro che medaglie!

Vediamo di risolverla in parole povere: come mai, come nei due casi sopracitati, se tu parli alle gente comune ti espone una versione, molto semplice, che arriva dal ricordo e dal passa parola, mentre poi se vai a vedere sui LIBRI (che sono sempre scritti da quelli che vincono) trovi tutte le Prose Epico-cavalleresche scritte da quelli che hanno vinto?
Perché cioé tutti al Sud sono convinti che l'aggressione del Piemonte, senza dichiarazione di guerra, nascondendosi dietro a un bandito Garibaldi, ( del quale fino a metà guerra Savoja negava la conoscenza), fu una vigliaccata, e l'inizio dell'impoverimento del sud: perché poi sui libri ch'é scritto il contrario?

Perché da quando sono bambino, non ho MAI, ma MAI, sentito la gente comune parlare bene di quello che hanno fatto i partigiani MAI SENTITO !? Caso particolare, potevi sentirne parlare bene, al massimo, da una persona che sotto sotto era intrigata in qualche partito politico, che era stata indottrinata su quel che bisognava dire e insegnare.. Eppure di parole ne ho fatte tante con la gente normale, accidenti: ho conosciuto centinaia di persone che hanno vissuto la guerra, e mi sono sempre interessato alla questione. Tutti rispondono allo stesso modo: quando si lasciano scappare una parola in più, poi ci ripensano e entrano nell'omertà: un silenzio che si capisce: sanno che comunque é meglio non dire e lasciare perdere... loro sono della gente comune.
Io sono nato 20 anni dopo la guerra. Leggendo la storia mi sono reso conto che 20 anni per parlare di una guerra CIVILE fratricida sono molto pochi. Se cerco di ricordare quanti mi parlarono per ESPERIENZA DIRETTA dei partigiani, riesco a ricordarlo:
- I tedeschi uccisero un tale Ballario in una borgata del paese dove vivevo, perché passando con la bicicletta lasciò intravedere la fondina della pistola.
- Due partigiani furono catturati e uccisi a botte nel cortile delle scuole elementari he frequentavo.
- I partigiani entrano due volte a casa di mio nonno, per un sequestro "per la nazione" e gli portano via tutto quello che c'é, coperte, cibo, e mio nonno e suo fratello contro il muro con le mani alzate e mia madre chiusa con le sorelle nella camera; mio nonno non ha mai detto chi fosse stato il partigiano del sua paese che entrò in casa, mia madre lo sà ancora oggi ma non lo dice: ricordo un nome di uno, un certo "lino", ma nessuno vuole parlare, e soprattutto nessuno mai nessuno ha negato.
- I tedeschi catturarono 15 persone per fucilarle, a causa di un attentato partigiano, e fra queste c'era l'altro mio nonno, che me lo raccontò, e che fu poi liberato grazie al prete del paese.
- Dopo la guerra, a Bra, i partigiani catturarono i presunti "servi" del governo e dei tedeschi. Senza processo, li portarono nella Zizzola, (che adesso é il monumento di Bra!) e dala finestra li freddarono come dei cani, sempre che ai cani uno si prenda la pena di fare una cosa così; quello che sparò, un braidese, deve essere morto solo pochissimi anni fa, forse dopo il 2000; cambiò due caricatori perché qualcuno dei suoi concittadini Braidesi cocciuto continuava a lamentarsi e non voleva morire.
Fra le vittime c'erano tre componenti di una famiglia cha aveva l'osteria e albergo in piazza a Bra, e che si erano sbattuti a fare da intermediario fra i tedeschi (che erano ospiti, credo paganti, dell'albergo, in quanto non potevano dormire sugli alberi o nelle piazze per degli anni, i tedeschi) e la gente che veniva ad implorarli di far liberare questo e quel suo figlio o marito. La signora dell'albergo, la sera, fra un bicchiere e l'altro, andava ad intercedere presso il comandante tedesco, come le donne e mamme sanno fare, per salvare la pelle a qualcuno, con i padri le madri fuori della porta di servizio a piangere e a supplicare. Uccisero anche loro, i partigiani di Bra, capitanati dal capitano "Della Rocca" e la lor bella figlia di 18 anni; non solo, il testimone che mi parlò più volte ( e che vive tuttora a Bra, e posso fare nome e cognome a chiunque desideri intervistarlo) la vide, la figlia 18enne, all'obitorio dove i partigiani avevano abusato di lei, da morta, e avevano infilato una bottiglia fino al fondo, nelle sue parti intime, lasciandola gambe penzoloni nella cassa, con il culo della bottiglia in bella vista fra le gambe. Lui chiuse le gambe e la cassa, tirò due Cristi e ando a vomitare di fuori dell'obitorio.
- A Scaparoni, dove vivo ora, la signora che abita tuttora davanti a casa mia, non parla, ma si lascia scappare le frasi:" i partigian a l'ha mach fà massé dla gent": lo zio di Gnomo, in questo paese, povero contadino, scese di notte per l'insistenza dei colpi sull'uscio di casa:"aprite, aprite"; lui non voleva più aprire perché non era la prima volta che i partigiani venivano nelle cascine dei deboli per rifornirsi di cibo; esitò; gli spararono; morì dietro l'uscio (300 metri da casa mia). Il guaio e che qui conosciamo tutti il capo banda che sparò o ordinò lo sparo, ed era un rispettato commerciante di Alba; tutti sanno, nessuno parla.
Se nessuno parla, quelli che parlano, chi sono? J'Aso 'd Cavour! gli asini di Cavour, per chi non conosca il proverbio piemontese, "ai laudo nen j'autri; as laudo da lor!", cioé se non li lodano gli altri, si lodano da loro! Si mettono il fazzoletto rosso al collo, senza saper cosa fosse, e vanno a cantare Bella Ciao insieme al prete combattente vescovo di Alba che dà le benedizioni ai partigiani che stecchirono tutti questi loro concittadini deboli e ignoranti. Pazzesco!

La povera gente comune ha deciso di lasciare perdere, come sta lasciando perdere oggi di fronte alle angherie di chi ha il potere e non o vuole mollare...
QUELLI CHE NON LASCIANO PERDERE sono quelli che riempiono i giornali, oltre che i libri di storia, dei loro MITI preconfezionati a tavolino, mito dell'eroe salvatore della patria. Poi uno fà un film su Fenoglio, su quello che lui (che non era politicizzato) aveva pensato della resistenza, e il film lo bocciano subito, ancora prima di uscire. Quel film é bellissimo, perché sembra.....vero! Il titolo: "Il partigiano Johnny". giorgio Bocca, su Repubblica, lo ha criticato e bocciato subito, tre giorni prima che il film fosse proiettato. Giorgio Bocca é uno di quelli che fà il gagliardo, e prepotente, con il mito dell'eroe salva patria: uno di quelli che ha fatto il gagliardo a sparare alle spalle dei tedeschi, quando se ne stavano andando perché gli americani erano ad Alessandria ( mica perché si erano spaventati di lui che gli sparava con il flober dalle finestre! o con la fionda!). I tedeschi, teutonici sanguanari e feroci, era meglio lasciarli tornare a casa loro, tanto era questione di pochi giorni e se ne stavano andando pressati dagli alleati; altro che farli incazzare e vendicarsi con la povera gente del posto...
Il film ce l'ho in vendita nella bottega per chi lo cercasse, é difficile da reperire).
Bahh. lasciamo perdere? anche noi? ma sì,lasciamo perdere.
Se senti uno che fa il gagliardo sulla resistenza, hai tre possibilità: é uno dei banditi, é un politico, oppure ci é cascato, come ci siamo cascati in molti, da bambini, (viva quà viva là, gli eroi, la patria, il risorgimento), io compreso.

P.S. Ho cantato "bella Ciao" con la maestra, alle elementari, che me l'ha insegnata perché andava di moda parlare dei partigiani negli anni 60, ai bambini; probabilmente la maestra aveva subito pressioni "istituzionali" dai superiori per sensibilizzare gli alunni sin da piccoli alla "tenuta dei ranghi" di una patria che già allora faceva acqua come un colapasta scassato. La maestra aveva però una grande passione per il canto, il che la scagiona parzialmente dall'avermi fatto cantare "Bella Ciao" senza conoscerne il significato; d'altronde mi ha confessato in segreto di avere nostalgia per i bei canti di quando era bambina, alla "colonia elioterapica", una specie di "estate ragazzi" fascista dove era solita cantare alcune canzoni,così, solo per la bellezza delle note e delle parole combinate, senza analizzarne il significato ( come faccio io per le duecento canzoni di Baglioni che ho appicciacate in memoria).
"Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza"; "Sole che sorgi, libero e giocondo"; canzoni felici, insegnate ai bambini per far loro amare il grande fratello ed accettare la vita da poveri cristi, come lei fece con noi e il "Bella Ciao" negli anni 60, per decisione del suo direttore didattico, impegnato dal governo a far accettare un calderone di disonesti e sciaguati italici del dopoguerra.
So che per lei erano canzoni e basta, cantate per il gusto di cantare qualcosa di bello. So che é così perché lo é anche per me.
La maestra era mia madre.

5 commenti:

Davide ha detto...

Complimenti per l'articolo da un patriota delle Due Sicilie che sta anche al Nord. ;-)

Anonimo ha detto...

hai avuto un bel coraggio a dire certe cose... quelle che si riferiscono al sud le avevo già sentite , per il resto mi addolora che che anche da noi ci sono state quelle atrocità scritte anche da Pansa. Non voglio credere che tutta la storia partigiana fosse così, almeno lo spero...
un braidese molto triste

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

Perche non:)